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Nel suo saggio “Come un romanzo”, Daniel Pennac stila il decalogo del lettore, una serie di diritti di cui ogni buon lettore dovrebbe essere a conoscenza per godere a pieno della lettura. Pensiamo che, in un momento in cui spesso si accusa i giovani di non apprezzare abbastanza la lettura, la conoscenza di questi semplici dieci diritti possa essere un ottimo punto di partenza, per far scoprire (e riscoprire) alle generazioni nuove e meno nuove il piacere di avere un libro come amico.                                                                                                                                                                                                               Lorenzo Giannì e Francesca Randone

1) Diritto di non leggere

La lettura non è un’imposizione, bensì fonte di crescita culturale e morale; se si obbliga un giovane a leggere, potrebbe ottenersi l’effetto contrario al desiderato. Il libro è una finestra sul reale e sull’immaginario, sviluppa praticità e fantasia. Non godere la lettura in modo proprio, senza emozioni, senza maturità, non avrebbe senso e nemmeno risultati positivi.

2) Diritto di saltare le pagine

Come accennato sopra, il libro porta alla maturità ma ne richiede altrettanta: ragion per cui, se ci sono parti che non siamo ancora in grado di apprezzare o di cogliere al meglio, saltar pagine non è grave, ma paradossalmente utile. La fine incuriosirà il lettore, e lo porterà a leggere nuovamente per capire ed interiorizzare i concetti al meglio.

3) Diritto di non finire il libro

Il rapporto che intercorre tra lettore e libro non può essere in alcun modo forzato. Se il lettore ritiene di aver ricevuto abbastanza da quelle pagine, e crede di non esser ancora pronto per andare oltre, è segno di maturità fermarsi. La quotidianità e la lettura sanno essere distanti ma anche molto vicine; un cambiamento nelle nostre giornate può portarci a voler sapere di più ed affrontare la fine, quasi per necessità di ottenere una risposta da quello straordinario amico che è il libro.

4) Diritto di rileggere

In periodi di forti crisi e vuoti d’appartenenza come questo, la lettura, come la musica e la cultura in generale, sanno essere case parecchio accoglienti. Un libro è un amico, ma è anche un posto in cui tornare. Sta sempre lì, siamo noi a decidere quando e come visitarlo; questa libertà è quasi rassicurante nella sua praticità.

5) Diritto di leggere qualsiasi cosa

Non ci sono tappe che il lettore è tenuto a bruciare. Si può cominciare da qualsiasi genere, a patto che ci si ritenga abbastanza maturi da affrontarlo. Può incuriosire la quinta di copertina, o una pagina aperta a caso; la lettura è emozione, e qualsiasi pagina capace di rendersi sentimento nel lettore, merita di essere approfondita, indipendentemente da giudizi altrui.

6) Diritto al bovarismo

Il bovarismo è stato definito una vera è propria malattia spirituale. Il trascendere la propria realtà per rifugiarsi in una fittizia, come l’eroina di Gustave Flaubert, può diventare una vera e propria patologia. Eppure aprirci a nuove realtà è proprio il compito della letteratura che, quando riesce a farlo in modo tanto intenso, ha raggiunto il culmine del suo scopo. Ed è proprio in una realtà diversa dalla nostra che possiamo trovare gli spunti per migliorare quella in cui viviamo.

7) Diritto di leggere ovunque

Impossibile non ricordare a proposito di questo diritto Primo Levi che, nella commovente descrizione della sua esperienza nei campi di sterminio in “Se questo è un uomo”, ci racconta come nei momenti più bui della sua vita si è trovato a tentare di ricordare il ventiseiesimo canto della Divina Commedia. Ciò che la cultura può fare per l’uomo, anche nei momenti più estremi, è qualcosa di incommensurabile. Non esistono luoghi sbagliati per leggere, la lettura è sempre al posto giusto.

8) Diritto di spizzicare

Viviamo in un mondo in continua corsa, in cui trovare il tempo per leggere è spesso un problema. Lo “spizzicare”, ossia il prendere un libro qualsiasi dalla libreria per leggerne qualche passo scelto casualmente, è un’attività che ha bisogno di poco tempo ma può avere effetti straordinari, come farci scoprire un dettaglio mai notato prima o riportarci alla mente un storia dimenticata.

9) Diritto di leggere a voce alta

La letteratura è spesso racconto e perché possiamo godere a pieno di questa sua caratteristica è necessario usufruire di questo diritto. Il leggere a voce alta ci trasforma nei narratori, ma anche nei protagonisti delle storie, ci permette di assaporare i discorsi e i pensieri dei personaggi rendendoli ancora più “nostri”.

10) Diritto di tacere

L’ultimo diritto è quello che ci ricorda più di ogni altro come un libro sia prima di tutto un amico. Un libro ci parlerà sempre, senza pretendere risposte; il nostro unico compito è quello di ascoltare ciò che ha da dirci. E questo forse è il più grande dono che la letteratura può farci.

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