UN DIVANO A TUNISI

Per l’ultimo appuntamento di “Pillole di celluloide” abbiamo scelto un piccolo film dal grande messaggio di resilienza, “Un divano a Tunisi” della regista francese di origine tunisina Manele Labbé, girato in una Tunisi affollata, come d’abitudine, e interpretato da Golshifteh Farahani, attrice iraniana già protagonista di film in patria e poi conquistata al pubblico di Hollywood, con all’attivo due film con Ridley Scott e un episodio della Saga “Pirati dei Caraibi”, alla quale il regime iraniano aveva impedito di uscire dal paese proprio per queste partecipazioni, e che dal 2015 è riuscita a trasferirsi in Europa diventando cittadina francese. La Farahani interpreta una psicologa che, all’indomani della primavera araba del 2010, decide di lasciare Parigi e ritornare in Tunisia per aprire uno studio, scontrandosi con i pregiudizi nei confronti di una donna, non sposata, e che non vuole tenere conto della corruzione e della burocrazia presenti nel paese. Ma, dopo tanti tentativi e scoramenti, riesce nel suo intento, dimostrando la forza di una donna e della sua capacità di fare fronte a qualsiasi difficoltà e lanciando un messaggio di caparbietà nel perseguire i propri obiettivi. Un piccolo film, che tra momenti di ilarità e altri più drammatici, porta per mano in una ambiance tunisina, che non disdegna inquadrature del deserto circostante, con i suoi colori e il suo fascino. Arrivederci alla prossima stagione!

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