“Le donne d’intelligenza”: alla giornata della Dante un viaggio nell’intellettualità femminile dell’Italia post unitaria.
La Giornata della Dante 2026, organizzata dal Comitato di Siracusa della Società Dante Alighieri, si è svolta quest’anno nel prestigioso Salone di rappresentanza di Palazzo Vermexio, sede simbolica della vita istituzionale cittadina. L’iniziativa, dedicata al tema Le donne d’intelligenza, ha proposto una riflessione sul ruolo delle donne nella costruzione della cultura italiana tra Otto e Novecento, attraverso l’intervento della professoressa Gabriella Alfieri, linguista, Accademica della Crusca e tra le più autorevoli studiose della storia della lingua italiana.
Ad aprire l’incontro è stata la presidente del Comitato, Mariateresa Mangano, che ha ricordato la missione della Società Dante Alighieri, impegnata da oltre un secolo nella diffusione della lingua e della cultura italiane nel mondo attraverso una capillare rete internazionale. Una missione che oggi comprende anche l’insegnamento dell’italiano agli stranieri e che interpreta la lingua non come un patrimonio da custodire nostalgicamente, ma come una realtà viva, capace di accogliere nuovi cittadini, favorire il dialogo tra culture e costruire relazioni tra popoli diversi.
La presidente ha inoltre sottolineato il significato della Giornata della Dante, istituita dallo Statuto dell’associazione come momento culminante dell’attività annuale e celebrata convenzionalmente in prossimità del 29 maggio, data tradizionalmente associata alla nascita del Sommo Poeta. A Siracusa, la ricorrenza è diventata negli anni anche un’occasione per valorizzare luoghi emblematici della città. Dopo le precedenti edizioni ospitate dal Liceo Gargallo, dal Museo Paolo Orsi, dalla sede dell’Area Marina Protetta del Plemmirio e dal Convento del Ritiro, l’appuntamento del 2026 ha trovato cornice nel Palazzo Vermexio, tra gli affreschi e gli ambienti che rappresentano la memoria storica e civile della città.
Il titolo scelto per l’incontro poteva far pensare a una riflessione sulla letteratura di genere o sulle rivendicazioni femminili contemporanee. In realtà, come evidenziato nell’introduzione, il focus è stato rivolto a un fenomeno storico più ampio: la nascita di una presenza femminile stabile nella cultura italiana all’indomani dell’Unità nazionale. Mentre il nuovo Stato cercava di “fare gli italiani”, iniziava infatti a prendere forma anche un processo che avrebbe contribuito a “fare le italiane”.
Un ruolo decisivo fu svolto dall’istruzione. La diffusione delle scuole elementari e la nascita delle scuole normali femminili consentirono a molte donne di accedere a percorsi di formazione fino ad allora impensabili. La professione di maestra divenne la prima professione intellettuale femminile diffusa su scala nazionale e offrì a numerose donne una concreta possibilità di autonomia economica e sociale, pur in presenza di forti disparità rispetto ai colleghi uomini.
Accanto alla scuola operarono altri fattori di modernizzazione: la crescita dell’editoria, lo sviluppo della stampa periodica, l’espansione urbana, la diffusione delle idee democratiche, positiviste e socialiste e la nascita di associazioni culturali e filantropiche. In questo nuovo scenario le donne iniziarono a conquistare spazi di parola e di partecipazione pubblica, maturando una crescente consapevolezza del proprio ruolo culturale.
Su questi aspetti si è soffermata la relazione della professoressa Gabriella Alfieri, che attraverso il progetto di ricerca Lo Scrittoio delle Donne sta riportando all’attenzione della critica figure femminili spesso trascurate dalla storiografia letteraria. La studiosa ha evidenziato come per lungo tempo la produzione femminile sia stata considerata marginale o confinata alla dimensione privata e sentimentale. Molte donne dovettero confrontarsi con pregiudizi e ostacoli che limitarono il riconoscimento del loro lavoro intellettuale.
Con l’espansione del mercato editoriale emerse tuttavia una nuova generazione di giornaliste, traduttrici, pubbliciste, divulgatrici e scrittrici, le cosiddette “operaie della penna”, protagoniste di una stagione di intensa partecipazione culturale. Tra le figure ricordate durante l’incontro vi sono Cristina di Belgioioso, sostenitrice dell’istruzione femminile e dell’emancipazione sociale; Anna Franchi, che trasformò le proprie vicende personali in un impegno civile per il riconoscimento dei diritti delle donne; Paola Lombroso, pioniera della divulgazione scientifica e dell’educazione infantile; e Neera, interprete di una visione più tradizionale ma non per questo meno significativa del dibattito culturale dell’epoca.
La riflessione si è estesa anche al contributo femminile all’interno della stessa Società Dante Alighieri. Fin dalla fine dell’Ottocento, infatti, molte donne della borghesia colta trovarono nelle associazioni culturali uno spazio di partecipazione pubblica. Nei comitati italiani ed esteri della Dante, soprattutto a Buenos Aires, Tunisi e Alessandria d’Egitto, maestre, educatrici e animatrici culturali contribuirono alla diffusione della lingua italiana attraverso attività didattiche, conferenze, letture dantesche e iniziative rivolte alle comunità di emigrati. Una forma di cittadinanza culturale che precedette l’emancipazione politica e che consentì alle donne di svolgere un ruolo determinante nella costruzione dell’identità nazionale.
L’incontro ha offerto così una lettura articolata della modernizzazione italiana, mostrando come il contributo femminile sia stato fondamentale nella formazione della cultura nazionale. Più che una storia di eccezioni individuali, è emersa la storia di una presenza collettiva che, attraverso la scuola, l’associazionismo, il giornalismo e la scrittura, ha contribuito in modo decisivo alla crescita civile e culturale del Paese.
Ad allietare il pomeriggio 3 arie d’opera tratte dalle Nozze di Figaro di W.A. Mozart attento conoscitore della psicologia femminile, qui ritratta nelle sfumature sottili di una sorellanza tra la contessa D’Almaviva e Susanna che travalica la distinzione di classe. Ne sono state interpreti le giovani studentesse Martina Avagliano e Giada Fichera seguite dalle prof.sse Mirella Furnari e Rita Patania, accompagnate al pianoforte da Annalisa Mangano.
