Franco Baldasso alla Dante Alighieri di Siracusa

Al Comitato Dante Alighieri di Siracusa incontro con Franco Baldasso.

Si è svolto il terzo e ultimo appuntamento del ciclo di incontri organizzato dal Comitato Dante Alighieri di Siracusa insieme alla Fidapa, nell’ambito del progetto “Siracusa Città Educativa”, coordinati da Nunzio Bellassai, dottorando in Italianistica all’università La Sapienza di Roma. L’incontro è stato preceduto dai saluti e dall’introduzione degli ospiti da parte della vicepresidente della Dante Alighieri, prof.ssa Gabriella Valenti, e della segretaria prof.ssa Donatella Guarino, che hanno sottolineato il valore culturale e formativo dell’iniziativa.
Al centro dell’appuntamento il volume “Verso quale redenzione” del professore Franco Baldasso, docente di italiano presso il Bard College di New York, sulla difficoltà di costruire una memoria condivisa del fascismo e di elaborarne criticamente l’eredità culturale.
Con la moderazione del Porf. Bellassai, Baldasso è partito dal periodo dell’affermazione della Democrazia Cristiana sulle forze della sinistra, dopo la caduta del Fascismo, in una fase caratterizzata da profonde divergenze nell’interpretazione del passato recente, durante la quale un ruolo decisivo fu svolto dagli intellettuali e dagli scrittori del dopoguerra, autori come Elsa Morante, Carlo Levi, Alberto Moravia, Umberto Saba, Curzio Malaparte, Giuseppe Berto, irriducibile fascista che finì in campo di concentramento negli Stati Uniti, o Vitaliano Brancati, che evidenziarono le continuità culturali tra il fascismo e la nuova società democratica. Pur partendo da orientamenti politici differenti, questi autori misero in luce la persistenza di pregiudizi sociali, razziali e di genere che non erano scomparsi con la fine del regime. Le loro opere rappresentarono così una forma di dissenso intellettuale rispetto a una lettura semplificata e rassicurante del passaggio dall’Italia fascista a quella repubblicana.
Baldasso inoltre, da cittadino italiano residente da anni a New York, ha offerto alcune riflessioni sull’attualità politica statunitense, segnalando come il consenso verso il nuovo corso promosso da Donald Trump abbia trovato terreno particolarmente favorevole nelle aree più povere. Al contrario, in una realtà come New York, città dalla forte tradizione culturale e accademica e guidata da un’amministrazione che ha alimentato aspettative di rinnovamento, l’identità politica trumpiana risulta meno radicata, richiamando anche l’attenzione sul ruolo delle università americane, dove negli ultimi anni si sono sviluppate proteste contro Trump e manifestazioni a sostegno della causa palestinese. Mobilitazioni che, ha osservato, hanno in alcuni casi generato conseguenze significative sul piano istituzionale e accademico, tra cui provvedimenti disciplinari, licenziamenti e riduzioni dei finanziamenti.
Un incontro, l’ultimo coordinato da Nunzio Bellassai, che ancora una volta ha permesso di dare la misura di quanto il transito da un’epoca all’altra non sia mai netto, ma lasci tracce all’interno di una società.