Europass:
Drama Techniques: Developing Self-Expression, Communication and Social Skills for All Students
24/05/2026 – 31/05/2026
ACCREDITAMENTO IV ANNO
Project code: 2024-1-IT02KA121-ADU-000198591
I progetti di mobilità Erasmus rappresentano una importantissima opportunità educativa, tanto per la crescita professionale quanto personale.
Il breve corso settimanale denominato Drama Techniques, focalizzato sulle tecniche di drammatizzazione come strumento didattico, è stata per me una tra le più significative esperienze formative della mia vita.
Le tecniche di drammatizzazione applicate all’insegnamento di una lingua straniera rappresentano, spesso un approccio poco considerato, se non proprio di frontiera, nella prassi glottodidattica.
Generalmente si ha la tendenza a prediligere aspetti più freddi come l’insegnamento della grammatica o altri approcci più tradizionali.
Il corso ha affrontato lo studio e utilizzo di numerose tecniche di drammatizzazione, con le sue varie implicazioni, studente, soggetto, spazio, stile.
E numerose tecniche drammatiche sono applicabili all’insegnamento delle lingue straniere.
Queste incidono su un doppio aspetto. L’apprendimento-acquisizione linguistica e lo sviluppo di abilità sociali, che vanno di pari passo con l’idea di una costruzione sociale unitaria e cooperativa.
La tecnica della improvvisazione teatrale, ad esempio, che segue i principii, yes and… embrace mistake, make the group look good, favorisce un tipo di apprendimento cooperativo e orientato al successo del gruppo come unità sociale da un verso e quello della sviluppo e promozione della propria capacità comunicativa, dall’altro.
Un aspetto significativo da sottolineare riguardo questo tipo insegnamento con approccio più innovativo è costituito dal fatto che le tecniche di drammatizzazione generano un tipo di apprendimento più profondo dal punto di vista emotivo. Il tipo di input e dunque lo stimolo alla produzione linguistica, avviene ad un livello emotivo-cognitivo più profondo nell’apprendente, rispetto a tecniche più tradizionali. Perlomeno, così ho avuto modo di apprezzare, da studente-insegnante. Il coinvolgimento totale del soggetto, contemporaneamente, tanto nel proprio linguaggio quanto nel proprio corpo. Embodied language, credo significhi, innanzitutto, linguaggio emozionale.
Altro aspetto: L’uso dei codici extra-linguistici, propri delle tecniche drammatiche, sono un prezioso strumento che aiuta gli apprendenti a ridurre, se non proprio a superare, le difficoltà comunicative, specie tra parlanti di lingue molto distanti tra loro, e rendono l’apprendimento qualcosa di più unitario e globale dal punto di vista, relazionale, umano e comunicativo.
Le tecniche drammatiche hanno numerose applicazioni e si possono realizzare tramite l’uso di oggetti narrativi, opere d’arte, o personaggi a cui dare una propria voce. Queste tecniche hanno un ampio ventaglio di applicabilità, dagli aspetti complessi a quelli più leggeri e divertenti.
Si possono, ad esempio, banalmente, progettare attività per la ortografia e la fonetica dei suoni difficili di una lingua straniera e rendere divertenti e leggeri quegli aspetti altrimenti noiosi, utilizzando, personaggi parlanti a cui associare determinati fonemi della lingua, (nel caso specifico della lingua italiana, l’uso delle doppie o gruppi consonantici) e farli dialogare tra loro.
Oppure attività di storytelling a partire da un dipinto, A Covent Garden, Bittney di William John Leech per approdare ad una rappresentazione teatrale iconica (tableaux) in cui gli studenti usano il proprio corpo, il proprio linguaggio, la propria capacità comunicativa.
Ho avuto modo di considerare che questo tipo di tecniche rappresentano uno strumento educativo complesso da usare a fianco delle tecniche più tradizionali. Sviluppa negli studenti un apprendimento linguistico più profondo perché incide sulla emotività e genera crescita personale allo stesso tempo. Sono ovviamente delle tecniche da utilizzare con cautela proprio perché agiscono sulla emotività e bisogna essere sempre attenti al filtro affettivo e a rendere tali tecniche sempre flessibili e adattabili al relativo contesto didattico. “Prima gli apprendenti, poi il programma” per citare la Professoressa Miriam Stewart, alla quale va un riconoscimento particolare perché ha saputo supportare un gruppo di lavoro coinvolgente e coeso fatto di studenti-insegnanti di varia estrazione e nazionalità e ha saputo trasmettere al meglio la sua conoscenza e condividere esperienze.
Il riflesso di questa esperienza di studio alla Teacher Academy di Dublino è tangibile e ha benefici significativi per l’Associazione Dante Alighieri, cui appartengo e nella attività di insegnamento dell’italiano L2 che svolgo al suo interno, e dal punto di vista della mia crescita professionale in quanto insegnante di lingua italiana L2/LS.
La mobilità Erasmus mi ha altrettanto permesso di esplorare paesaggi incontaminati dell’Irlanda come Howth e Glendalough e luoghi d’arte europea senza tempo come La National Gallery che custodisce antiche pale d’altare quattrocentesche italiane, opere secentesce di Rembrandt e Rubens, oppure il meraviglioso “La visita della Regina di Saba a Re Salomone” di Lavinia Fontana o il già citato A Covent Garden, Brittney, di W. J. Leech.
Nelle sale che ospitavano la retrospettiva William Blake: The Age of Romantic Fantasy ho avuto modo di osservare, tra innumerevoli opere di stile e atmosfera gotica, 3 illustrazioni originali rappresentanti scene della Divina Commedia, nelle quali Blake mostra tutta la sua fascinazione gotica per i gironi danteschi, per la Comedia e il suo valore, esempio della letteratura e cultura non soltanto italiana o europea, ma universale.
In conclusione credo che le mobilità Erasmus siano un momento imprescindibile per pensarsi cittadini europei, appartenenti ad una unità politica trans-nazionale. In tal senso ne sono presidio imprescindibile.
Vittoria Rimmaudo Francesco
RELAZIONE MOBILITÁ ERASMUS, DUBLINO 24/05 – 31/05/2026, Project N° 2024-1-IT02-KA121-ADU-000198591
Magro Federico
Nel periodo compreso tra il 24 e il 31 maggio 2026, grazie al comitato Dante Alighieri di Siracusa, ho avuto l’opportunità di partecipare a un’esperienza di mobilità professionale nell’ambito del Programma Erasmus +, l’esperienza si è svolta presso la Teacher Academy Ireland di Dublino, istituto internazionale con numerose sedi in Europa, che offre corsi di sviluppo e aggiornamento professionale per insegnanti ed educatori. Presso la scuola ho seguito un corso avanzato di lingua inglese di livello C1, pensato per rafforzare le competenze comunicative, linguistiche e interculturali dei partecipanti.
Il corso è stato tenuto dal professore Tom Killoran, le lezioni si sono svolte quasi tutte le mattine, dalle ore 9:00 alle ore 14:00.
Il corso non si è unicamente concentrato sulla grammatica, ma ha proposto attività molto varie e complete. Abbiamo approfondito numerose espressioni avanzate utilizzate da madrelingua inglesi, ampliando così il nostro vocabolario e imparando a comunicare in maniera più naturale. Una parte importante delle lezioni è stata dedicata alla storia, alla letteratura e alla cultura di Dublino e dell’Irlanda, con alcuni riferimenti anche a parole ed espressioni di base della lingua irlandese, il cosiddetto “Gaelico”.
L’atmosfera in classe è stata particolarmente piacevole. Il gruppo era composto da sole quattro persone, tutte italiane, ma con esperienze personali e professionali differenti. Questa dimensione ridotta ha favorito il dialogo, il confronto e la condivisione delle rispettive conoscenze, rendendo le lezioni più partecipative e stimolanti. Nel corso della settimana si è creato un rapporto molto positivo tra tutti i partecipanti, che è proseguito anche al di fuori delle lezioni, attraverso momenti di socializzazione e attività condivise.
Il primo giorno la Teacher Academy ha inoltre organizzato una fiera culinaria interculturale, alla quale hanno preso parte tutti i partecipanti dei diversi corsi Erasmus +. La fiera consisteva che ogni singolo partecipante doveva portare un cibo tipico del proprio Paese, da condividere con gli altri. Così, mediante la collaborazione reciproca sono stati allestiti diversi banchetti gastronomici, grazie ai quali è stato possibile assaggiare cibi tradizionali mai provati prima e conoscere più da vicino le culture dei vari partecipanti. Questo momento è stato particolarmente piacevole, poiché ha favorito fin da subito la conoscenza reciproca e lo scambio culturale tra i tanti membri del progetto Erasmus, creando un’atmosfera accogliente e conviviale.
Nella stessa giornata, abbiamo partecipato a una visita guidata della città della durata di due ore, organizzata dalla scuola e accompagnata da una guida estremamente competente. Questa attività ci ha permesso di conoscere alcuni dei luoghi principali di Dublino, di orientarci nella città e di ricevere informazioni sulla sua storia e sulle sue tradizioni.
Il penultimo giorno, insieme al professore e agli altri partecipanti al corso, abbiamo visitato il Museo della Letteratura d’Irlanda. Durante la visita abbiamo approfondito la conoscenza di alcuni importanti autori della letteratura irlandese, tra cui James Joyce, Oscar Wilde e Samuel Beckett.
Io e Francesco ( il mio carissimo collega di lavoro con cui ho condiviso l’intera esperienza e anche l’alloggio), abbiamo conosciuto persone provenienti da diverse parti del mondo e abbiamo creato un gruppo molto unito. Il confronto con persone di differenti nazionalità, età ed esperienze personali ci ha permesso di utilizzare quotidianamente la lingua inglese in situazioni reali e spontanee.
Durante la mobilità abbiamo avuto anche l’opportunità di conoscere in maniera più approfondita Dublino. In particolare, abbiamo visitato Howth, caratteristica località costiera poco distante dalla città, e la National Gallery of Ireland, dove abbiamo potuto ammirare opere appartenenti al contesto irlandese. I pomeriggi liberi ci hanno infatti consentito di esplorare la città in autonomia, visitandone i principali luoghi di interesse, passeggiando tra i quartieri più caratteristici e immergendoci nella vita quotidiana della capitale irlandese.
Tra le principali competenze acquisite, ritengo di aver migliorato soprattutto la comprensione orale, la capacità di esprimermi in inglese con maggiore sicurezza e la conoscenza di espressioni avanzate e colloquiali. Ho inoltre sviluppato una maggiore capacità di adattamento, di collaborazione e di comunicazione in un ambiente internazionale.
Questa esperienza avrà una ricaduta estremamente positiva sul mio lavoro di insegnante di italiano per stranieri. Frequentare un corso di lingua dal punto di vista dello studente mi ha permesso di osservare nuove tecniche didattiche e di riflettere sulle difficoltà che una persona può incontrare quando studia una lingua straniera. Ho compreso ancora di più quanto sia importante creare lezioni dinamiche, utilizzare esempi vicini alla vita quotidiana e integrare lo studio della lingua con elementi culturali, storici e sociali.
Il confronto con il professore e con i compagni di corso mi ha inoltre fornito nuovi spunti per organizzare attività comunicative, favorire la partecipazione degli studenti e creare un ambiente di apprendimento accogliente. Questa maggiore consapevolezza potrà aiutarmi a comprendere meglio le esigenze dei miei studenti e a rendere le mie lezioni di italiano più efficaci, coinvolgenti e inclusive.
In conclusione, questa esperienza mi ha fatto comprendere quanto sia importante uscire dalla propria quotidianità e confrontarsi con contesti nuovi. Vivere per una settimana in un altro Paese, comunicare costantemente in inglese e condividere attività con persone diverse mi ha permesso di acquisire maggiore fiducia nelle mie capacità e di affrontare con più sicurezza situazioni meno familiari.
Pertanto, sono estremamente grato al Comitato Dante Alighieri di Siracusa e al Programma Erasmus + per avermi offerto questa importante opportunità di crescita. Conserverò per sempre questa magnifica esperienza, a partire dalla città di Dublino, che definirei un luogo in cui mi piacerebbe molto vivere in futuro, passando per il mio miglioramento professionale, fino ad arrivare alle persone conosciute e ai momenti condivisi. Tutto ciò ha reso questa mobilità un’esperienza formativa completa e indimenticabile.
